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Estratto da monografia di Daniele Masini pubblicata sul mensile
Work Dogs Dicembre 2000
Stanley Coren psicologo ed addestratore americano nel suo famoso
libro "L'intelligenza dei cani" ha assegnato al Border
Collie il posto d'onore nella classifica delle razze dotate di
maggiori capacità di apprendimento, intelligenza lavorativa
ed ubbiditiva.
Vivendo a stretto contatto con questi cani ci si rende subito
conto di come questo posto d'onore sia ampiamente meritato. L'intelligenza
del Border la si intuisce semplicemente guardandolo negli occhi,
sempre attenti, vigili, continuamente in cerca degli occhi del
padrone per percepire al volo ogni sua richiesta.
Inizialmente restavo sorpreso e sconcertato dalla capacità
e direi quasi dal desiderio di apprendere di questi cani; in particolare
mi stupiva come uno dei miei Border, un maschio che vive quasi
sempre in casa, riuscisse a capire le mie intenzioni prima ancora
che io mi muovessi e facessi niente per farglielo capire, quasi
sapesse leggere i miei pensieri. Ho fatto vari esperimenti in
proposito, ed anche se non sono riuscito a fugare completamente
i dubbi sulla lettura del pensiero, ho capito che questa spettacolare
capacità è dovuta ad una estrema sensibilità
che permette al cane di cogliere i più piccoli ed impercettibili
atteggiamenti del corpo e soprattutto del viso e degli occhi del
padrone.
Affinandosi col tempo e la convivenza, questa capacità
permette al Border di raggiungere un livello di sintonia con il
padrone tale che per intendersi non è più necessario
impartire comandi con la voce o con gesti ma è sufficiente
uno sguardo, una strizzata d'occhio od un impercettibile movimento
del viso.
Credo sia molto appropriato un termine usato dagli inglesi per
definire il Border: "lovable dog" che significa cane
che si fa amare. In effetti una volta conosciuti questi cani non
si può fare a meno di amarli, per il loro carattere allegro,
dolce, disponibile ed estremamente affettuoso ma non invadente,
per la loro vitalità, prontezza ed intelligenza.
La cosa che rende più felice un Border Collie è
rendersi utile al padrone, eseguendo i suoi ordini ed accompagnandolo
in tutte le sue attività, da quelle sportive all'aria aperta
ai momenti di riposo e relax in poltrona o davanti alla tv. Anche
la sua naturale esuberanza e vitalità passa in second'ordine
pur di stare vicino al padrone.
In proposito vorrei puntualizzare due concetti che non sempre
vengono riportati in maniera corretta.
Il primo riguarda una delle domande più frequenti che ricevo
da parte di persone interessate alla razza che chiedono se il
Border può vivere in appartamento; io rispondo che non
è tanto una questione di quantità di metri quadrati
a disposizione ma piuttosto di qualità, sensibilità
e di stile di vita del padrone. Indubbiamente il Border è
un cane dotato di inesauribile vitalità che necessita di
essere sfogata in qualche modo, ma sarà senz'altro più
felice in un appartamento al fianco di un padrone "giusto"
che in un ampio parco abbandonato a se stesso, senza stimoli,
motivazioni e soprattutto senza contatto e complicità con
il padrone.
Il secondo luogo comune molto diffuso è quello che il Border,
in quanto cane da pastore dotato di forte istinto per il bestiame
deve lavorare, altrimenti il suo equilibrio psichico ne soffre
fino a farlo diventare isterico. Il Border è un cane dotato
di una intelligenza molto viva e di un forte istinto lavorativo;
necessita quindi di stimoli che tengano impegnata la sua mente
ma questi stimoli non devono essere necessariamente un gregge
di pecore ma anche semplici esercizi di obbedienza, giochi, percorsi
di campagna, esercizi di agility; l'unica cosa che nuoce veramente
al Border è la noia ed il sentirsi inutile e solo.
UN
CANE PER MOLTE ESIGENZE
Caratteristica
peculiare della razza è un'estrema versatilità che
la porta ad eccellere in tutto quello che fa, in particolare nell'agility
dove i Border rappresentano la razza più numerosa e che
riscuote i maggiori successi, nell'obedience, disciplina non ancora
molto diffusa in Italia ma che sta interessando un pubblico sempre
più numeroso.
Ma il Border , come avviene all'estero dove è più
conosciuto e diffuso, può essere utilizzato in molteplici
attività: come ausiliario delle forze dell'ordine, nella
protezione civile, come cane antidroga, guida per non vedenti,
cane da caccia e persino in prove di utilità come cane
da difesa. Quest'ultima attività, per chi conosce il carattere
del Boredr Collie, assolutamente privo di istinto di difesa ed
aggressività , è la migliore dimostrazione delle
eccezionali doti di versatilità di questa razza. Da ultimo
proprio in Italia c'è chi utlizza i Border come cani da
slitta in gare di Sled Dog assieme ai Siberian Husky con risultati
sorprendenti.
Ma l'attività in cui il Border Collie estrinseca tutte
le sue spettacolari capacità, uniche nel mondo canino,
è la conduzione del gregge.
La tecnica con cui il Border guida il gregge è inconfondibile;
vedere questi cani al lavoro è un vero spettacolo entusiasmante
ed indimenticabile.
Senza abbaiare, correre a destra e sinistra, avvicinarsi troppo
alle pecore o morderle, il Border sembra dominare il gregge e
guidarlo solo con lo sguardo fisso e penetrante, quasi ipnotico.
In realtà non è lo sguardo che condiziona la volontà
delle pecore ma gli atteggiamenti e le posizioni che il cane assume
quando gattona, punta, striscia e si piega sulle zampe anteriori
come un felino che sta per scoccare l'attacco.
Questi atteggiamenti fanno scattare nelle pecore la paura ancestrale
del predatore e permettono quindi al cane, sapientemente indirizzato
dai fischi o dai gesti dal pastore di radunare il gregge e condurlo
dove il pastore richiede.
Chi vede per la prima volta questi cani al lavoro resta stupito
dalla loro abilità e dal modo in cui il padrone, distante
anche centinaia di metri, riesce con il solo ausilio di un semplice
fischietto, ad impartire ordini che il cane recepisce ed esegue
con estrema rapidità e precisione.
Questa abilità è dovuta a due fattori fondamentali,
il primo è il forte istinto per il lavoro radicato nella
razza, che si manifesta prepotente fin da cucciolo. Tutto ciò
che si muove interessa il giovane Border, dalle lucertole agli
uccelli, alle galline che vengono sistematicamente inseguite,
aggirate e tampinate fintanto che non si raggruppano e si fermano.
Il secondo elemento che permette ai Border Collie di eccellere
nello Sheep Dog è la loro grande facilità di apprendimento
che consente loro di imparare rapidamente i comandi ed abbinarli
con sorprendente facilità a gesti o fischi.
Se quando insegniamo al cucciolo i principali comandi: seduto,
terra , resta, vieni ecc. proviamo ad abbinare al comando vocale
un gesto od un particolare fischio scopriremo che ben presto il
nostro cucciolo avrà memorizzato tutti i vari segnali ed
eseguirà i nostri ordini oltre che nel modo tradizionale
anche con il corrispondente segnale senza bisogno di parole.
Chi vuole provare l'emozione dello Sheep Dog ma non può
permettersi un gregge di pecore può utilizzare con profitto
e divertimento anche delle meno impegnative oche od anatre che
si comportano in maniera simile alle pecore.
ORIGINI
ED EVOLUZIONE DELLA RAZZA
Il Border
Collie ha origini antiche, il primo riferimento che si trova di
un cane che lavora con il gregge in maniera simile a quella unica
ed inconfondibile del Border è nel " Treatise on Englishe
Dogges" (1570) del Dr. John Caius che però non fornisce
una descrizione del cane né del suo colore. Il primo disegno
di un cane nero e bianco che assomiglia molto al Border Collie
di oggi si trova nel libro "General History of Quadrapedes"
pubblicato nel 1790 da Thomas Bewick che in proposito scrive:
"Questo insostituibile animale, sempre fedele al suo compito
domina il gregge che lo ascolta e presta maggiore attenzione a
lui che alla voce del padrone".
La parola Border deriva dalla terra in cui la razza era maggiormente
utilizzata, la zona di confine (in inglese "border")
tra la Scozia e l'Inghilterra. Sulla parola Collie vi sono varie
teorie; alcuni sostengono che derivi dal termine "Coley"
che significa nero, altri che provenga dal gallese "Coleius"
che significa fedele, altri dal termine "Colley" che
contraddistingue una razza di pecore Scozzesi.
Circa le origini della razza l'ipotesi più probabile è
che il Border Collie, come tutti i cani da pastore Inglesi si
sia evoluto da un unico ceppo ancestrale di "Sheep Dogs"
dal quale nel tempo, tramite diversi indirizzi selettivi ed in
alcuni casi anche tramite incroci con altre razze, si sono lentamente
differenziate le attuali razze. In proposito Robert Kaleski nel
suo libro " Dogs of the World" scritto del 1946 sostiene
che il Border è stato spesso incrociato con il Setter dal
quale ha ereditato la dolcezza di carattere ed, a mio parere,
anche l'atteggiamento felino.
Ancora oggi si riscontrano caratteristiche simili tra i cani da
pastore Inglesi, ad esempio se confrontiamo cuccioli di Border
Collie con cuccioli di Bearded Collie all'età di 2 settimane,
prima che il pelo inizi ad allungarsi, li troveremo sorprendentemente
somiglianti.
Quando la pastorizia cominciò a diffondersi nelle colline
della Scozia meridionale la vastità di quei territori richiedeva
un tipo di cane che lavorasse in maniera diversa da quella che
era usata fino allora in terreni più ristretti e recintati;
così, verso la fine del 1700 iniziò ad evolversi
l'attuale tipo di Border.
Questi cani da pastore erano tenuti in grande considerazione dagli
allevatori perchè senza il loro aiuto l'uomo non avrebbe
mai potuto allevare greggi di pecore in territori così
estesi, un solo Border Collie riesce a svolgere il lavoro di circa
20 uomini.
Quando i pastori si incontravano ai mercati di bestiame od in
altre occasioni, i cani erano spesso argomento di discussione
ed ognuno elogiava le doti dei suoi cani. Si cominciarono così
ad organizzare gare amichevoli e via via si andarono affermando
e diffondendo quei particolari cani che avevano la capacità
di controllare le pecore con il solo atteggiamento felino del
corpo e con lo sguardo ipnotico (Eye Dog). Con il passare del
tempo queste competizioni amichevoli aumentarono di numero ed
attirarono sempre più persone fino a che nel 1873 fu organizzata
la prima gara ufficiale di cani da pastore e nel 1906 venne costituita
la International Sheepdog Society (I.S.D.S.) che aveva il compito
di tenere i registri dei riproduttori e tutelare e sviluppare
la razza.
L'I.S.D.S. non pubblicò mai però uno standard di
razza in quanto interessata esclusivamente a mantenere e migliorare
le attitudini al lavoro di cane da pastore senza tenere in considerazione
le caratteristiche morfologiche ed il carattere. Il Border Collie
venne ufficialmente riconosciuto come razza dal Kennel Club Inglese
soltanto nel 1976 e nel 1979 fu redatto il primo standard ufficiale.
SALUTE
I Border
Collie sono cani molto longevi, raggiungono facilmente i 14/15
anni, sono normalmente sani, robusti ed incontrano il veterinario
esclusivamente per le annuali vaccinazioni. Tuttavia, come per
altre razze, vi sono alcune malattie tipiche a carattere ereditario
che vanno monitorate preventivamente.
C.E.A. (Collie Eye Anomaly) anomalia dell'occhio del Collie e
P.R.A. (Proggresive Retin Atrophia) atrofia progressiva della
retina, malattie oculari geneticamente trasmissibili; la prima
è un difetto del fondo dell'occhio, non progressivo e che
normalmente non comporta perdita della vista; la seconda progredisce
con l'età e può portare alla cecità. Entrambe
le malattie sono geneticamente trasmissibili, quindi è
di fondamentale importanza un'attenta opera di prevenzione sottoponendo
i riproduttori ed i cuccioli a visita oculistica presso veterinari
specializzati ed escludendo dalla riproduzione i soggetti affetti.
Displasia dell'anca: malattia più frequente nelle razze
di taglia grande ed a rapida crescita ma che può colpire
anche razze di taglia medio piccola come il Border Collie.
E' determinata da una lassità dell'articolazione coxo/femorale
che comporta un rimodellamento osseo ed un appiattimento dell'acetabolo
e/o della testa del femore con conseguente zoppia, difficoltà
a sollevarsi sugli arti posteriori, fino alla perdita completa
della funzionalità del treno posteriore. La malattia è
"multifattoriale" cioè è determinata da
una pluralità di fattori quali: l'ereditarietà,
che è sempre stata considerata causa primaria, anche se
recenti studi tendono a ridimensionarla (ad esempio nel Pastore
Tedesco l'incidenza della componente ereditaria sembra non superare
lo 0,50% dei casi), l'alimentazione, l'accrescimento ponderale
eccessivo o troppo rapido e l'eccessivo esercizio fisico nel periodo
dell'accrescimento; tutti questi fattori possono contribuire al
manifestarsi della patologia.
La radiografia, effettuata dopo il 12 mese di età, permette
di evidenziare la malattia e distinguere i diversi gradi di displasia.
I Border Collie, in generale, non sono ancora particolarmente
colpiti dalla patologia, e proprio per questo è importante
uno scrupoloso monitoraggio della popolazione, destinando alla
riproduzione esclusivamente soggetti classificati "normali"
(A) o "quasi normali"(B).
Recentemente è stata individuata nel Border una nuova malattia,
ancora molto rara, ma subdola e difficile da diagnosticare la
Lipofuscinosi Ceroide, patologia riscontrata anche in altre razze,
in particolare nel Setter dove e conosciuta come "idiozia
amaurotica giovanile del setter" e nel Cocker Spaniel. La
C.L. è determinata da un anomalo accumulo nei tessuti cerebrali
di lipopigmenti (granuli di pigmento giallo o bruno prodotti del
metabolismo intracellulare degli acidi grassi) causato da una
carenza dell'enzima perossidasi che ha il compito di rimuovere
ed espellere tali sostanze.
La malattia è esclusivamente genetica, ha un comportamento
recessivo e colpisce indifferentemente maschi e femmine.
ALIMENTAZIONE E CURE
I Border Collie
sono molto frugali nel mangiare, un mangime secco completo di
ottima qualità è sufficiente; eventualmente può
essere integrato con una parte di alimento fresco come ali e colli
di pollo, pesce, formaggio,uova, pasta o riso. Per la salute e
brillantezza del pelo può essere utile una integrazione
con olio di mais o girasole ed aglio schiacciato od integratori
similari in commercio.
Il pelo, nonostante la sua lunghezza ed apparente delicatezza,
non necessita di particolari cure in quanto ha la caratteristica
di essere di struttura vitrea, pertanto non forma nodi e soprattutto
è sempre lucido e pulito anche se il cane vive all'aperto.
Il fango e la terra, una volta asciutti si staccano da soli ed
in poco tempo il mantello riacquista la sua lucentezza ed il suo
candore. Qualche periodica spazzolata con una spazzola a denti
morbidi contribuirà ad esaltarne la bellezza e lucentezza.
Anche per la preparazione alle mostre il Border non richiede,
al contrario di altre razze simili, lunghe sedute di toelettatura,
ma poche semplici attenzioni ed accorgimenti.
I Border mutano completamente il pelo all'età di circa
14/16 mesi ed in questo periodo vanno aiutati con più frequenti
spazzolature per togliere via tutto il pelo e sottopelo morto
e favorire la ricrescita del nuovo. Successivamente, se non ci
sono problemi ambientali od alimentari, i Border maschi mutano
una volta all'anno in primavera/estate e le femmine due volte
in corrispondenza dei periodi di estro, ma non perdono più
tanto pelo come nella prima muta.
UN COMPAGNO DI VITA FEDELE E VERSATILE
Il Border Collie,
oltre che un eccezionale cane da lavoro, è anche un magnifico
compagno di vita, dotato di una inesauribile e contagiosa vitalità
e gioia di vivere. Un cane estremamente versatile, intelligente,
rapido nell'apprendere e sempre pronto ad esaudire i desideri
del padrone. Ha bisogno però oltre che di un normale esercizio
fisico per sfogare la sua esuberanza, di vivere a stretto contatto
con il padrone ed è oltremodo felice di partecipare a tutte
le attività della famiglia. La sorte peggiore per un Border
è quella di essere relegato in un recinto od anche in un
ampio giardino ed essere abbandonato a se stesso. In una casa
giusta un Border è fonte di gioia e di continue piacevoli
sorprese, in una casa sbagliata può diventare una piccola
canaglia e fonte di serie preoccupazioni.
Per essere felice necessita solamente di un padrone disponibile,
che gli dia la possibilità di esprimere le sue potenzialità
e che condivida con lui parte della propria vita quotidiana.
Daniele
Masini
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